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PERFORMATIVE IMAGES

 

Pietas – 2015

EN

A little while ago I created this image in dedication to the millions of refugees that lost their lives in the Mediterranean Sea.
It is to honour the scores of individuals, souls, talent, potential, hearts and minds of all those that we lost in those waters.
Again another human being has died.
And again a mother holds her dear creation in her arms, prematurely. Grieving, angry and warning those who see.
This image is a gesture of piety. It beckons us to open the door and enter deep into our humanity. The more we repeat it the more powerful the symbol becomes. It has the capacity to make us understand and to transform us into heros.
This is an invitation to feel what has happened. To do as they do and feel the weight of our hearts, our heroic ability to love.

This is a small complaint.
A funeral.
To remember and to reflect.

Giulia Perelli

ITA

Poco tempo fa avevo creato questa immagine per dedicarla ai migranti dispersi in mare in questo 2015. Alle innumerevoli identità, mestieri, talenti, anime, potenzialità, menti e cuori che abbiamo perduto. Futuri spezzati. Persone di cui non possiamo più conoscere il volto.
Ancora una volta è morto l’essere umano.
Ancora una volta la madre che ha creato, lo raccoglie prematuramente tra le braccia. Addolorata, arrabbiata, ammonisce chi la guarda.
E’ una Pietà che si ripete. Diventa simbolo. E come tale parla. Ha il potere di far comprendere. Diventa una porta che fa entrare nel profondo della nostra umanità. Tocca sul vivo.
E’ un gesto che a farlo, a guardarlo, fa sentire il suo peso.
Ma anche la capacità del nostro amore. Che, forse, è il lato più eroico dell’essere umano.
Ogni giorno la pietà si ripete. Siamo la madre e siamo il figlio.
Una piccola denuncia, un funerale. Per non dimenticare e per riflettere.
Giulia Perelli, Piero Perelli, Duccio Lucchesi (assistent dop).

 

#migranti #pietà #pietas #migration #migrants #mediterraneansea #humanité

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