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PERFORMANCE PROJECT

 

 

Un Bel Niente, Nietzsche

“Un Bel Niente, Nietzsche” è il risultato del mio percorso artistico come performer e attrice.
Con questa opera ho voluto aderire al mio modo di sentire e di vedere e questa ricerca mi ha portato su margini porosi, dove la performance si permea di videoarte e di cinema.

L’istallazione consiste in un percorso in tre atti, dove lo spettatore diventa performer attivo.
Perno del percorso, tra le macerie di una storia d’amore, è il video.

 

Per password scrivi a:  perelligiulia@gmail.com

“Un Bel Niente, Nietzsche” è l’incontro tra un uomo e una donna che si ritrovano dopo essersi lasciati.
Attraverso un dialogo asciutto e parole non dette, addentriamo nella loro relazione.
Sono in lutto, e prevale nei due protagonisti il lato emozionale, che si scontra per reazioni opposte e si incontra man mano che si rendono più permeabili e sensibili, in una sfera intima che diventa creativa.

Come uno stato di sogno lucido, tra sussurri di voci come un tappeto sonoro dell’umanità, e silenzi assoluti, si formano tableaux vivant che rappresentano ciò che le parole accennano.
Affiorano immagini pulsanti, chiocciole, farfalle, colombe e luoghi mitici, un mondo dove l’Eros e la Psiche si incontrano: è una genesi di immagini.
Immaginare come una forma del pensare e, forse, anche dell’amare.

E’ una esplorazione sulla nascita dell’immagine e sulla creatività che genera la relazione.

Ho pensato alla storia di Adamo ed Eva. Adamo, il lato maschile dell’essere umano, è nella lingua ebraica antica, Colui che sa vedere le cose visibili. Quando si addormenta, Dio toglie un involucro da lui, e dà forma ad Eva, in ebraico antico, Colei che sa vedere le cose invisibili. Come se, addormentando la razionalità, possa emergere lo spirito.
L’incontro dell’Adamo e dell’Eva permette la creazione. Attraverso le relazioni, ogni persona scopre in sé questi archetipi, ed apre quei varchi a se stesso e all’amato.

Formalmente, ho voluto creare spazi di tempo che permettano allo spettatore di avere il tempo di aprire una ferita in sé, un’apertura.
In una poesia scritta, dopo un piccolo verso segue molto spazio, e ciò costringe il lettore a rallentare l’occhio nella lettura.
Quello spazio vuoto lascia tempo per le evocazioni, dilata il senso delle parole, permette di dare un peso ai versi.
Ho cercato di trattare gli sguardi dei due personaggi come i versi di una poesia.

 

Some Press:

http://www.mouvement.net/teteatete/entretiens/rien-de-rien
http://giuliaperelli.blogspot.it/2016/05/mouvement-intervista-2016.html

Credits Video:

Un Bel Niente, Nietzsche
scritto e diretto da Giulia Perelli
con Giulia Perelli
Marius Bizău

Direttore della fotografia: Francesco Ciccone (interni)
Duccio Lucchesi (esterni)
Aiuto regia: Francesca Bellucci
Montaggio: Giorgia Villa
Aiuto montaggio: Duccio Lucchesi
Fonico: Andrea Massi
Montaggio del suono: Marco Saitta
Assistente alla macchina: Michele Vicenti e Caterina Marchiselli
Elettricista: Bruno Mameli
Macchinista: Fabio Iatonna
Trucco: Valeria Dominijanni
Sottotitoli inglese: Pablo Tognetti
Location: Visiva e Parco di Villa Rossi, Lucca
fatto col contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca.